Ero lì con una ragazza. Il ristorante era illuminato in modo suggestivo, le candele tremolavano sui tavoli, in sottofondo risuonava un leggero jazz e si sentiva il mormorio sommesso degli ospiti che si godevano la serata. Tutto sembrava perfetto. Finché non è arrivato il conto. La cameriera, una giovane donna dall’aria stanca ma attenta, si è avvicinata al nostro tavolo. Ha guardato la mia accompagnatrice dritto negli occhi e ha detto con voce neutra: “Il vostro menù è decisamente…”
Diventò pallido come la morte. Il sorriso forzato che lo aveva accompagnato per tutta la sera svanì all’istante. Borbottò qualcosa a proposito di un aumento in banca e si alzò in fretta. Mentre uscivamo all’aria fresca della sera, sentii improvvisamente una mano sul braccio. Era la cameriera. Si sporse verso di me e sussurrò così piano che solo io potei sentirla: “Ho mentito”.
Prima che potessi reagire, mi ha infilato velocemente lo scontrino in mano ed è rientrata in casa.
Il mio cuore ha fatto un balzo. Non appena sono stato fuori dalla loro vista, ho girato il pezzo di carta accartocciato. In fretta, quasi a mano libera, ho scarabocchiato sul retro solo due parole: FAI ATTENZIONE.
“Tutto bene?” chiese, voltandosi
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