Le ho trovate nello zaino di mio figlio di 15 anni e, quando gli ho chiesto cosa fossero, mi ha risposto semplicemente: “Sono caramelle”. Ma alcune sembravano davvero strane. Prima di preoccuparsi o saltare a conclusioni, ecco cosa è importante sapere. Controlla il primo commento
Ci sono momenti in cui essere genitori significa anche imparare a non ignorare quella piccola sensazione che ci dice: “Aspetta, voglio capire meglio”.
Aprire per caso lo zaino del proprio figlio e trovare alcuni oggetti sconosciuti può essere proprio uno di questi momenti.
Ancora di più quando si tratta di piccole palline bianche, compresse o oggetti dall’aspetto insolito.
La prima domanda viene spontanea:
“E se non fossero davvero caramelle?”
È una preoccupazione comprensibile.
Ma c’è anche un’altra cosa importante da ricordare: non è possibile identificare con certezza una sostanza semplicemente guardandola.
Una compressa può sembrare una caramella. Una caramella può sembrare una compressa. Alcuni integratori, farmaci masticabili e altri prodotti possono avere forme e colori molto simili a dolci o mentine.
Per questo, davanti a qualcosa di sconosciuto, la cosa migliore non è indovinare.
È verificare.
La prima reazione: niente panico
Quando si trova qualcosa di sospetto nello zaino di un adolescente, è facile immaginare immediatamente lo scenario peggiore.
“E se fossero sostanze stupefacenti?”
“E se fossero medicinali?”
“E se li avesse presi?”
“E se li avesse dati a qualcun altro?”
Sono domande che possono comparire una dopo l’altra.
Ma una pallina bianca, da sola, non permette di rispondere a nessuna di queste domande.
Potrebbe essere qualcosa di completamente innocuo.
Potrebbe essere una caramella, una mentina, un integratore o un altro prodotto.
Oppure potrebbe essere qualcosa che richiede maggiore attenzione.
Senza confezione, etichetta o identificazione affidabile, non bisogna trasformare un sospetto in una certezza.
La cosa da non fare: assaggiarla
Può sembrare banale, ma è una delle raccomandazioni più importanti.
Se non sapete cosa sia un oggetto trovato nello zaino, non assaggiatelo per cercare di capire se è una caramella.
Nemmeno se vostro figlio sostiene che lo sia.
Anche il gusto non è un metodo sicuro per identificare una sostanza.
Alcuni prodotti potenzialmente pericolosi possono avere caratteristiche che non permettono di riconoscerli in modo affidabile.
Meglio evitare qualsiasi contatto inutile con bocca o occhi e lavarsi le mani dopo aver maneggiato oggetti sconosciuti.
“Ma è bianca e rotonda…”
La forma dice molto meno di quanto si potrebbe pensare.
Una piccola compressa bianca potrebbe appartenere a moltissimi prodotti diversi.
Alcuni medicinali sono rotondi.
Alcune vitamine sono rotonde.
Esistono mentine e caramelle bianche.
E ci sono prodotti che, una volta rimossi dalla confezione originale, diventano praticamente impossibili da distinguere visivamente.
Gli esperti di prevenzione degli avvelenamenti sottolineano proprio questo problema: medicinali e prodotti alimentari possono assomigliarsi molto, soprattutto quando sono fuori dalla confezione.
Ecco perché colore, forma e dimensione non sono sufficienti per identificare una sostanza.
La confezione potrebbe risolvere il mistero
Se vostro figlio dice che sono caramelle, una domanda semplice può essere molto più utile di un interrogatorio:
“Da quale confezione provengono?”
Se sono davvero caramelle, dovrebbe essere possibile verificare la confezione originale.
Controllare il nome del prodotto, gli ingredienti e l’aspetto delle caramelle può chiarire rapidamente la situazione.
Se invece non esiste alcuna confezione, non significa automaticamente che ci sia qualcosa di illecito.
Ma significa che l’identificazione rimane incerta.
E quando si tratta di una sostanza sconosciuta, è meglio non correre rischi.
Parlare con un adolescente senza trasformare tutto in uno scontro
C’è poi un aspetto che va oltre la semplice identificazione dell’oggetto.
A 15 anni, un ragazzo può reagire male se percepisce una domanda come un’accusa.
Dire immediatamente:
“Mi stai mentendo!”
può chiudere la conversazione.
Un approccio più efficace potrebbe essere:
“Non sono arrabbiato/a. Voglio soltanto essere sicuro/a che non sia qualcosa che potrebbe farti male. Mi fai vedere la confezione?”
La differenza può sembrare piccola, ma cambia completamente il tono della conversazione.
L’obiettivo non dovrebbe essere “incastrare” il ragazzo.
Dovrebbe essere capire cosa è successo e, soprattutto, assicurarsi che sia al sicuro.
E se fossero davvero medicinali?
Anche in questo caso, non bisogna cercare di indovinare.
Alcuni medicinali possono assomigliare perfettamente a caramelle o mentine.
Gli esperti raccomandano di conservare i medicinali nelle loro confezioni originali proprio per evitare confusione e assunzioni accidentali.
Se trovate compresse sfuse, cercate quindi di capire da dove provengono.
Se possibile, conservate l’eventuale confezione originale e non buttate via immediatamente il materiale.
Nome del prodotto, dosaggio e quantità possono essere informazioni fondamentali se dovesse essere necessario chiedere consiglio a un professionista sanitario.
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