Ho deglutito.
“Aveva ragione.”
Lei sorrise tristemente.
“Una volta pensavo che il potere significasse denaro. O titoli. O la capacità di dire di no alla gente.”
“Cosa ne pensi adesso?”
Guardò verso la sala relax, dove Tanya stava ridendo per qualcosa che aveva detto Calvin.
“Credo che il potere consista nel poter scegliere cosa accade al momento peggiore della vita di qualcuno.”
Quella frase mi è rimasta impressa.
Lo fa ancora.
Perché prima o poi tutti noi ci troveremo ad affrontare un momento difficile.
Stanco.
Distratto.
Paura.
Il lutto.
Irritabile.
Tardi.
Impreparati.
Non perché siamo persone cattive.
Perché siamo persone.
E quando arriverà quel momento, qualcuno nelle vicinanze avrà il potere.
Un manager.
Un genitore.
Un insegnante.
Uno sconosciuto.
Un amico.
Possono trasformare quel momento in un’etichetta.
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