Fuori, il vicolo era buio e odorava di immondizia e umidità. Elena si appoggiò al muro di mattoni, lasciando finalmente che le lacrime che aveva trattenuto le rigassero il viso. Cosa avrebbe fatto adesso?
Il suo telefono vibrò in tasca. Era un messaggio da un numero sconosciuto. “Stasera hai commesso un gravissimo errore, e gli errori hanno delle conseguenze. Cordialmente, qualcuno che ti terrà d’occhio.” Un brivido le percorse la schiena. Maximiliano, Rodrigo, qualcuno che lavorava per loro. Il messaggio era chiaramente una minaccia, ma cosa potevano farle che non le avessero già fatto? La risposta sarebbe arrivata prima di quanto immaginasse. Elena camminò per le strade deserte verso la fermata dell’autobus. A quell’ora i mezzi pubblici erano scarsi e dovette aspettare quasi 40 minuti al buio, guardandosi continuamente alle spalle, con la sensazione di essere osservata dall’ombra.
Quando finalmente arrivò
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