Tra le carte c’era qualcos’altro, qualcosa che sua nonna non aveva menzionato direttamente. Una lettera scritta in tedesco e indirizzata ad Aurelio Alderete, da un socio in affari europeo. La lettera parlava di un accordo segreto, di denaro trasferito su conti esteri, di favori politici comprati e venduti.
Elena traduceva ogni parola, sentendo il puzzle iniziare a prendere forma. Gli Alderetes non avevano costruito il loro impero solo con il duro lavoro e l’acume negli affari. Lo avevano costruito su menzogne, tangenti e sullo sfruttamento di persone come sua nonna. La mattina seguente, Elena si preparò per l’incontro con la giornalista. Prima di uscire, sua nonna la fermò. “Porta questo con te.” Le porse un piccolo medaglione d’argento. “Apparteneva a tua madre. Aveva anche il tuo coraggio. Elena è morta giovane, ma ha vissuto senza paura.”
Voglio che tu te lo ricordi oggi. Elena abbracciò forte la nonna, percependo la sua fragilità.
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