
Il disegno di legge promosso dal governo di Giorgia Meloni punta a modificare in modo significativo le procedure relative agli sfratti. Secondo le critiche mosse da associazioni e osservatori del settore, il provvedimento introdurrebbe una forte accelerazione delle tempistiche, rendendo più rapida l’esecuzione degli sgomberi e riducendo i margini di intervento per le famiglie in difficoltà.
Tra gli aspetti maggiormente contestati c’è la possibilità per l’ufficiale giudiziario di intervenire senza un ulteriore avviso di rilascio, già dal giorno successivo alla scadenza del precetto. Inoltre, il nuovo procedimento di ingiunzione di rilascio immediatamente esecutivo consentirebbe al giudice di decidere in tempi molto brevi, anche nell’arco di quindici giorni.
Le nuove norme prevederebbero anche un irrigidimento per i casi di morosità, con tempi ridotti per sanare il debito e limiti più stringenti sulle possibilità di regolarizzare la propria posizione. Secondo alcuni osservatori, questo rischierebbe di colpire soprattutto le famiglie economicamente più fragili, in un contesto già segnato da difficoltà crescenti sul fronte degli affitti e del costo della vita.

Nel dibattito pubblico vengono citati anche i numeri relativi agli sfratti in Italia. Ogni anno i tribunali emettono circa 40mila sentenze, mentre oltre 20mila sfratti vengono eseguiti con la forza pubblica. Secondo i critici del provvedimento, senza interventi strutturali sul fronte abitativo il problema rischierebbe di aggravarsi ulteriormente nei prossimi anni.
Le polemiche coinvolgono anche il cosiddetto Piano Casa annunciato dal governo, che prevede investimenti per nuove abitazioni popolari e affitti calmierati entro il 2030. Tuttavia, secondo diversi analisti e forze di opposizione, le risorse previste non sarebbero sufficienti per affrontare realmente l’emergenza abitativa. Da qui la forte contestazione politica nei confronti dell’esecutivo, accusato da alcuni di puntare soprattutto su misure punitive senza accompagnarle con adeguati strumenti di sostegno sociale.
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