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Leda, la principessa e i ricordi di Montalto

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Il racconto
Leda era un collie che la principessa ci aveva dato in “affido”. Io frequentavo le elementari, nella pluriclasse (dalla prima alla quinta) di Montalto, e Leda ogni mattina mi accompagnava all’ingresso della scuola e mi aspettava fino all’uscita. In un’epoca in cui alla TV dei ragazzi trasmettevano Lassie, per me era il massimo della felicità.

 

Ricordo che quando andava in calore, la dovevamo chiudere perché non si accoppiasse col primo venuto. Erano giorni di disperazione: Leda, abituata a vivere in casa, si ritrovava chiusa nella selleria e mugolava giorno e notte. Come non bastasse, Montalto diventava in quei giorni meta di pellegrinaggio per tutti i maschi della zona! Quando la principessa decideva che Leda doveva accoppiarsi, il fattore la portava a Firenze.

 

E dev’esser stato in una di queste occasioni che scoppiò il caso dei vermi… Immagino la scena: il fattore Martini che, imbarazzatissimo, deve riferire alla mamma dei vermi… La mamma, donna veramente coscienziosa ma decisa, che prende la penna e scrive di getto alla principessa per far valere le proprie ragioni e la principessa che le risponde e la rassicura.

 

La sua nobiltà d’animo era veramente grande, cosa che non si poteva dire invece della sorella, che aveva nei confronti di tutti noi un atteggiamento più padronale.

 

Ricordo un episodio: era circa la metà di novembre ed erano passati pochi giorni dalla ricorrenza di san Martino, giorno in cui in chiesa venivano ricordati tutti i morti della famiglia. La signora Vittoria capitò a Montalto all’improvviso e di passaggio e, prima di andarsene, passò dalla cappella, che era già stata riordinata. Sull’altare però erano rimasti due vasi con i fiori un po’ appassiti. La signora Vittoria chiamò la mamma, le fece una scenata tremenda e se ne andò. Ricordo ancora le lacrime di rabbia e di impotenza di mia madre.

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