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L’osteoporosi non presenta sintomi fino a quando non si verifica un infortunio — e la maggior parte delle persone sopra i 65 anni non chiede mai il test che Medicare già ospita.

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3. Uso a lungo termine dei corticosteroidi

L’uso prolungato di corticosteroidi come il prednisone può portare a una significativa perdita ossea, spesso portando a osteoporosi secondaria. Questi farmaci sopprimono la formazione ossea e aumentano il riassorbimento osseo, compromettendo il delicato equilibrio che mantiene la forza ossea. Il rischio aumenta con la dose e la durata, specialmente quando gli steroidi vengono assunti per mesi o anni.

Le persone che assumono corticosteroidi a lungo termine per condizioni come asma, artrite reumatoide o malattie autoimmuni dovrebbero essere attentamente monitorate per la salute delle ossa. Le misure preventive possono includere integrazione di calcio e vitamina D, cambiamenti nello stile di vita e possibilmente farmaci prescritti per proteggere le ossa.

È importante notare che i pazienti non dovrebbero mai interrompere i corticosteroidi senza consultare il medico, poiché una sosta improvvisa può avere gravi conseguenze per la salute.

4. Farmaci per impatto osseo

Diversi farmaci raramente associati alla salute delle ossa possono contribuire alla perdita ossea se usati a lungo termine. Questi includono:

Inibitori della pompa protonica (farmaci per il reflusso acido) che possono ridurre l’assorbimento del calcio.
Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) utilizzati per la depressione.
Inibitori dell’aromatasi prescritti per il cancro al seno, che riducono i livelli di estrogeni.
Alcuni farmaci per il diabete che possono influenzare il rimodellamento osseo.

I pazienti che assumono questi farmaci dovrebbero informare i propri professionisti sanitari della salute delle ossa, soprattutto se sono presenti altri fattori di rischio. Lo screening della densità ossea può aiutare a rilevare la perdita ossea precoce e guidare gli interventi necessari.

5. Fumo e basso peso corporeo

Il fumo è un fattore di rischio ben noto per l’osteoporosi. Compromette l’apporto di sangue alle ossa, riduce l’assorbimento del calcio e può interferire con la produzione di cellule formative ossee. Inoltre, il fumo accelera la perdita di estrogeni nelle donne, peggiorando la perdita ossea dopo la menopausa.

Un basso peso corporeo aumenta anche il rischio di frattura perché un minor carico meccanico sulle ossa comporta una minore stimolazione per il mantenimento osso. Inoltre, le persone con bassa massa grassa spesso hanno livelli più bassi di estrogeni, il che accelera la perdita ossea.

Per i fumatori o per chi ha basso peso corporeo, il test della densità ossea è particolarmente importante per identificare l’osteoporosi precoce. I cambiamenti nello stile di vita, come smettere di fumare e mantenere un peso sano, possono favorire una migliore salute delle ossa insieme alla gestione medica.

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