Pubblicità

Mio fratello ne ha cucito uno con i jeans della collezione della nostra defunta mamma, e quello che è successo dopo l’ha lasciata a bocca aperta.

Pubblicità

Pubblicità

“Lo indosso”, ho detto.

Carla guardò prima noi due, sorridendo con quel sorriso lento e perfido che si usa quando si individua il punto debole.

«Se indossi quello», disse, «tutta la scuola riderà di te».

Noè si irrigidì accanto a me.

«Va bene», dissi a bassa voce.

«No, in realtà non lo è.» Indicò l’abito con un gesto della mano. «Sembra patetico.»

Il viso di Noè divenne rosso fuoco. “Ce l’ho fatta.”

Questo sembrò farle ancora più piacere.

«Ce l’hai fatta?» chiese dolcemente. «Questo spiega molte cose.»

Ho fatto un passo avanti. “Basta.”

Mi ha ignorato.

“Oh, sarà divertente”, disse lei. “Ti presenterai al ballo di fine anno con un vestito fatto di vecchi jeans, come se fosse un progetto di beneficenza, e pensi che la gente ti applaudirà?”

La guardai e dissi, a bassa voce: “Preferisco indossare qualcosa fatto con amore piuttosto che qualcosa comprato rubando ai bambini”.

Nel corridoio calò il silenzio.

La sua espressione cambiò.

«Sparisci dalla mia vista», disse, «prima che io dica davvero quello che penso».

Ho indossato comunque l’abito.

Per continuare a leggere, clicca su ( SUCCESSIVA 》) qui sotto!

Pubblicità

Pubblicità