Venticinquemila.
Alla fine: poco più di 36.000 dollari.
Non erano soldi destinati ai lussi.
Erano una rete di sicurezza.
Spese ospedaliere.
Il mio congedo di maternità parzialmente non retribuito.
Le provvigioni che Nathan avrebbe perso restando a casa dopo la nascita.
L’anticipo per l’asilo nido.
I ticket sanitari. Articoli per il bambino.
E, cosa più importante, abbastanza denaro affinché, se la ripresa si fosse rivelata più difficile del previsto, non avessi dovuto scegliere tra restare a casa con il neonato e pagare il mutuo.
Mia madre tornò al lavoro tre settimane dopo avermi partorito perché non poteva permettersi di fare altrimenti.
Raccontava quella storia senza amarezza.
Comunque, quella storia mi era rimasta impressa.
Tre settimane prima che dovessi presentarmi per il servizio militare, io e Nathan ci sedemmo al tavolo da pranzo con un foglio di calcolo.
Ospedale.
Periodo di congedo. Asilo nido.
Fondo di emergenza.
Suggerii che forse
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