Per descrivere questa tecnica nel dettaglio, la si può definire come una procedura endoscopica basata su ricostruzioni informatiche 3D ottenute a partire da una semplice scansione. Il computer genera un’animazione grafica che visualizza la superficie della mucosa del colon con una precisione pari, se non superiore, a quella della colonscopia tradizionale.
La colonscopia virtuale è raccomandata come metodo di screening, in particolare per le persone di età superiore ai cinquant’anni considerate a rischio o per coloro che, essendosi già sottoposti a polipectomia endoscopica, necessitano di ulteriori accertamenti.
Il suo unico limite rispetto alla colonscopia tradizionale è che, per sua stessa natura, non consente di effettuare biopsie. Pertanto, non è indicata per i pazienti a rischio di sviluppare polipi o tumore del colon-retto, nei quali la sonda endoscopica tradizionale permette invece una rimozione immediata. Naturalmente, sarà lo specialista a stabilire la tecnica più idonea per il caso specifico. È importante sottolineare che i progressi tecnologici e medici sono in costante evoluzione.
Per continuare a leggere, clicca su ( SUCCESSIVA 》) qui sotto!