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Oggi mia figlia ha aperto il suo gelato al cioccolato preferito, quello che mangia quasi tutti i giorni dopo la scuola. Tutto come al solito: un cono croccante, un dolce profumo, un morbido strato di cioccolato sopra. Ma pochi secondi dopo, l’ho sentita dire, sorpresa: “Mamma, guarda!”. Mi sono avvicinata e ho visto qualcosa di strano e scuro dentro, come un pezzo di carta o di caramella. All’inizio abbiamo pensato che fosse solo un difetto, poi abbiamo pensato che forse un pezzetto di cioccolato si fosse intrufolato dentro…

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Lo fissammo entrambi per un momento, incerti sul da farsi. Dopotutto, lei aveva mangiato quel gelato innumerevoli volte senza problemi. La marca era affidabile, gli ingredienti familiari: in teoria doveva essere sicuro. Eppure, la forma scura all’interno era abbastanza strana da metterci entrambi a disagio.

«Vuoi continuare a mangiarlo?» le chiesi, lanciandole un’occhiata con un misto di preoccupazione e curiosità.

Scosse la testa. “No, non credo.”

Fu allora che decisi di dare un’occhiata più da vicino. “Vediamo cos’è”, dissi, allungando con cautela il cucchiaio. Scavai delicatamente nel cioccolato, facendo attenzione a non rompere il cono. Era come tagliare dell’argilla morbida e fredda. Man mano che il cucchiaio affondava, lo strano oggetto non si muoveva, così decisi di toccarlo con un dito.

Con mia grande sorpresa, il pezzo non sembrava cioccolato. Era solido e quasi friabile, non morbido e cremoso come il resto del gelato. Il cuore mi batteva forte. Il pezzo sembrava avere una forma strana, quasi come se qualcosa fosse avvolto al suo interno. Lo staccai lentamente, con le mani che tremavano leggermente mentre cercavo di scoprirne di più.

Quando finalmente riuscii a vederlo bene, non potei credere ai miei occhi. Non era affatto cioccolato. Era un piccolo involucro di plastica scura, ripiegato su se stesso come se fosse rimasto intrappolato nel processo di congelamento. Ma non era questa la parte più inquietante. L’involucro aveva una strana impronta, quasi un logo o un’etichetta che non riconoscevo.

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