Rimasi a fissare quelle parole, mentre lo stomaco mi si chiudeva per l’incredulità.
Aprii subito le registrazioni della telecamera, convinta che ci fosse un errore.
Ma quello che vidi mi tolse il fiato.
La persona che aveva lasciato il biglietto non era la vecchia vicina.
Era qualcuno che cercava deliberatamente di assomigliarle.
E in quel momento capii una cosa terribile: non era una coincidenza.
Era una trappola preparata con pazienza, aspettando proprio me.
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