72 ore. Fonti esclusive indicano che la bambina, di soli 8 anni, gli ha sussurrato qualcosa all’orecchio che ha provocato una reazione straordinaria nell’uomo condannato. Dolores ha lasciato cadere la forchetta. Sullo schermo è apparso il volto di Ramiro Fuentes. Riconosceva quel volto, non da questo caso, ma da un altro.
Trent’anni prima, un altro uomo con quello stesso sguardo di disperata innocenza era stato condannato per un crimine che non aveva commesso. Dolores era allora un’avvocata alle prime armi e non era riuscita a salvarlo. Quell’uomo aveva trascorso quindici anni in prigione prima che la verità venisse a galla. A quel punto, aveva perso tutto: la famiglia, la salute, la voglia di vivere. Dolores non si era mai perdonata per quel fallimento. Ora, guardando Ramiro Fuentes, vedeva gli stessi occhi, la stessa disperazione, la stessa innocenza in cui nessuno voleva credere.
Il suo medico le aveva proibito di stressarsi. La sua famiglia l’aveva implorata di riposare. Ma
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