Parliamo poco del dolore. Entrambe sappiamo che parlarne ci distruggerebbe ancora di più.
Quel bambino era l’unica cosa che ci teneva in piedi.
Pensavo fosse l’unico peso che avrei dovuto portare.
Poi, in una mattina gelida, mentre tornavo a casa dopo il turno, sentii un pianto che mi gelò il sangue.
Non era un gatto, non era un cane.
Era il pianto debole e disperato di un neonato.
Proveniva dalla stazione degli autobus.
Mi avvicinai a una panchina.
E lì lo vidi.
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