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Sulla via del ritorno dall’asilo, mia figlia ha parlato dei suoi «altri genitori» e il mio mondo è crollato

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festa, quando Tess era già a letto, trovò accanto al cuscino le conchiglie che aveva raccolto sulla spiaggia e una cartolina non ancora spedita.

 

Disse a bassa voce:

 

«Mamma, ti è piaciuto il mare?»

 

«Era bellissimo», risposi.

 

Mi guardò per un momento.

 

«Hai pianto prima di addormentarti?»

 

Esitai per un secondo.

 

«Sì, piccola.»

 

«Erano lacrime di gioia o di tristezza?»

 

«Entrambe, Tess.»

 

Annuì, come se avesse capito qualcosa che molti adulti non riescono a comprendere.

«Sono contenta che fossimo solo noi due», mormorò. Poi aggiunse: «Ma, mamma, voglio un coniglietto. Ora vado a dormire.»

 

Si addormentò con una mano appoggiata sul mio petto, come se mi stesse tenendo insieme.

 

Ora abbiamo una foto sul caminetto.

 

Ci siamo io, mia madre e Tess. I nostri capelli sono scompigliati dal vento, siamo scalze sulla sabbia e sorridiamo sinceramente.

 

Non ci sono nastri, né mani estranee che si intromettono nella foto. Nessuno cerca

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