la pagina e meditò che avanzava la voce di Domico Rosini cominciò a formarsi nella sua mente. Scrivevo su un mondo che avevo costruito con soldi sucio, con sangue e miele.
Hablaba de traiciones, de acuerdos sellados con whisky y amenazas. Ma anche nel momento in cui il rapporto si è sviluppato, è apparsa un’altra voce, quella di un uomo cansado, asqueado de si mismo, che ha cercato una forma per ricordare ciò che aveva distrutto. “He usado mi fortuna para dominar”, decía, “pero también para proteger. Ahora solo quiero redimir, si me permiten un acto de justicia antes del fin, que sea este, devolver la luz a donde solo quedó sombra.” Lidia leia sin detenerse, atrapada dal tono di disperazione contenuto nelle parole.
Aveva frammenti dirigidos a su esposa, a su hija Yulia, a un proyecto que llamaba Casa diluche, la casa de luz, un lugar destinado ad acoger
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