non sarebbe terminata solo con l’apertura della casa di luce. Avevo promesso che ancora guardavo i complimenti, le voci che seguivano pidiendo sarebbero state ascoltate. Ogni mattina, prima che i bambini si disperassero, Lidia scese nello studio, iniziò una serata davanti al diario di Rosini e lesse frammenti all’aperto, come se cercasse consiglio. “El pasado no se borra”, había escrito él, “pero puede ser redimido si alguien tiene el valor de mirar su sombra”. Quella frase si era convertita nella sua lema silenziosa.
Era quello che la sosteneva nei giorni difficili, quando i problemi finanziari si risolvevano trattenendo l’opera o quando i ricordi della sua famiglia perdevano la forza di un mare. A volte pensavo che lei stesse scrivendo il proprio capitolo del diario, anche se non era tinta né carta, ma con atti che trasformavano il dolore nella speranza. L’abate Calwell continuò a visitarlo ogni volta, più caro del
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