«Peggio, mia cara. Molto peggio.»
Qualche ora dopo eravamo in piedi sulla spiaggia, a piedi nudi, mentre affondavamo nella sabbia fresca. Il vento ci turbinava intorno ai piedi, quasi volesse benedirci. Mia madre aveva un thermos in una mano e una macchina fotografica nell’altra; il viso era arrossato dall’aria salmastra.
«Questa è una spiaggia dove i segreti vengono custoditi al sicuro», disse.
Non le chiesi cosa intendesse. Lo sapevo benissimo.
Quella sera, Tess si accoccolò accanto a me sulla veranda della piccola casa che avevamo affittato. La sua testa era calda e pesante sulla mia spalla, la pelle profumava ancora di crema solare e acqua salata. La luna piena splendeva alta nel cielo come una perla spezzata, proiettando la sua luce sulle onde. Il mare sotto di noi mormorava dolcemente; ogni onda si fondeva con la successiva, come una verità ancora inespressa.
Tess si avvicinò ancora di più.
«Ci saranno
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