Originario dell’America centrale, ma oggi parte del panorama del Sud Italia, il fico d’India è un alimento che, seppur apprezzato dai nostri antenati e presente in abbondanza, è oggi quasi dimenticato.
I fichi d’India contengono polifenoli, polisaccaridi, flavonoidi, vitamine e fibre, oltre ad altri composti vegetali che contribuiscono alle loro proprietà antiossidanti. Alcune di queste sostanze sono state studiate anche per i loro possibili effetti sul metabolismo e sui processi infiammatori.
Diabete
I polisaccaridi e le fibre solubili, come la pectina, possono contribuire a rallentare l’assorbimento degli zuccheri e a influenzare la risposta glicemica dopo i pasti. Alcuni studi hanno esaminato il possibile ruolo del fico d’India nel mantenimento di livelli normali di glucosio nel sangue, ma non è corretto considerarlo un trattamento sostitutivo per il diabete.
Il possibile ruolo del fico d’India nel metabolismo degli zuccheri è solo una parte del quadro: scopri cosa si sa invece sul suo rapporto con il colesterolo.
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