e salmastre. Per questo motivo il fenomeno viene studiato anche in relazione all’aumento delle temperature marine.
Negli ultimi anni sono stati osservati focolai soprattutto in alcune aree del Mar Baltico e del Mare del Nord. Con il progressivo aumento delle temperature delle acque costiere, l’attenzione degli esperti si è rivolta anche al Mediterraneo.
Le ondate di calore marino possono infatti creare condizioni più favorevoli alla presenza e alla moltiplicazione di alcune specie di Vibrio.
Il rischio non è uguale ovunque
Questo non significa che tutte le spiagge europee presentino lo stesso livello di rischio.
Le condizioni ambientali cambiano notevolmente da una zona all’altra. Temperatura dell’acqua, salinità, profondità e caratteristiche dell’ambiente marino possono influenzare la presenza del batterio.
Per questo motivo le autorità sanitarie monitorano le aree maggiormente interessate e possono fornire indicazioni specifiche quando vengono rilevate condizioni o situazioni particolari.
Come ridurre il rischio durante le vacanze
Alcune semplici precauzioni
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