conto che non si trattava di una visita ordinaria. Era un’invasione.
Tre minuti dopo, la prima valigia atterrò sull’erba. Era la mia. E mentre guardavo i miei abiti di seta disperdersi nella polvere, mi resi conto che l’uomo che aveva sposato non aveva portato sua madre con sé solo per una visita; l’aveva portata con sé per rimpiazzare me nella mia vita.
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Capitolo II: L’occupazione ostile della suite padronale
La rabbia che mi travolse non era ardente; era fredda e cristallina. Rotolai giù per le scale, con il cuore che mi batteva forte come quello di un uccello in gabbia. Ogni passo era come riappropriarmi della mia anima, una parte di essa che avevo ceduto a Mark per troppo tempo.
Mi precipitai in camera da letto. La scena che mi si presentò davanti fu una profanazione
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