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Buon pomeriggio da Montalto, con una foto dei primi anni ’70… mio figlio Federico, la nonna Caterina seduta su un tronco di fronte alle scale di casa sua e la nonna Gemma di spalle. ❤

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La nonna Caterina, la mia nonna adottiva, è stata una presenza costante e rassicurante durante la mia infanzia e adolescenza. Mi voleva un grandissimo bene e lo stesso bene lo ha provato poi per il mio primo figlio, Federico. In quegli anni lei e il nonno Giocche, ormai anziani, si trasferirono a Siena, presso la loro figlia e lasciarono un grandissimo vuoto. Ogni volta che tornavo a Montaldo e passavo davanti alla loro casa, ormai vuota, con le finestre chiuse e la porta sbarrata, ero sopraffatta dalla nostalgia e dalla tristezza!
Andavamo a farle visita con una certa regolarità e per lei e il nonno era sempre una gioia, ma per me non era più la stessa cosa, non li sentivo più completamente ‘miei’.
L’ultima volta che l’ho vista aveva più di novant’anni, la memoria non era più la stessa ed io avevo cambiato colore ai capelli, da neri neri che li avevo, tanto che sia lei che il nonno mi chiamavano Capinera, ero passata al rosso tipo Lilli Gruber anni ’90!
Ricordo che era in camera, seduta in poltrona, io le andai incontro e l’abbracciai e la baciai con la gioia di rivederla, la sua risposta però fu tiepida e il suo sguardo s’illuminò solo quando entrarono in camera mio marito e mio figlio Federico! Aveva riconosciuto loro e non me, che ero la sua Marcellina, quella per la quale, il giorno in cui nacqui e non intendevo piangere, corse in chiesa a prendere l’acqua santa!

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