Questo è uno dei motivi per cui la storia non dovrebbe essere presentata come un tentativo da parte di estranei di dire alla popolazione thailandese cosa fare. Somboon è stato salvato da un’organizzazione thailandese guidata dal naturalista Saengduean “Lek” Chailert. La fondazione opera direttamente in Thailandia, a stretto contatto con i proprietari di elefanti e le comunità locali. L’impegno è radicato nel lavoro locale per il benessere degli animali, piuttosto che nel tentativo di presentare osservatori stranieri come le uniche voci autorevoli sulla questione.
Lek Chailert ha dedicato decenni alla promozione di cambiamenti a favore del benessere degli elefanti. Attraverso la Save Elephant Foundation e l’Elephant Nature Park, lei e i suoi colleghi hanno partecipato a numerosi salvataggi di elefanti con un passato legato al disboscamento, al turismo e all’intrattenimento. Il salvataggio di Somboon ha acquisito particolare risonanza a causa della sua età e delle memorabili immagini che la ritraggono addormentata dopo il suo arrivo.
Eppure, ogni salvataggio presenta sfide diverse. Alcuni elefanti arrivano con ferite fisiche. Altri hanno problemi di vista, disabilità o difficoltà comportamentali. Gli animali più giovani possono richiedere decenni di cure. Gli animali anziani possono aver bisogno di un supporto intensivo quasi immediatamente.
La responsabilità finanziaria continua a lungo anche dopo la conclusione del drammatico trasporto al santuario. Gli elefanti consumano grandi quantità di cibo e necessitano di terreno, personale, servizi veterinari e infrastrutture. Il salvataggio a lungo termine significa quindi impegnarsi in anni di cure, non limitarsi a trasferire un animale una sola volta.
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