Il mio nome è Ana, e ho sempre ricordato mio padre attraverso il profumo del caffè del mattino e il suono delle chiavi mentre usciva prima dell’alba per un lavoro che non ha mai scelto, ma che ha sempre svolto con onestà.
Avevo tre anni quando lui e mia madre si sono separati, e da allora è stato sia padre che madre per me: stanco ma dignitoso, silenzioso ma incrollabile. Il nostro piccolo appartamento era sempre caldo, e sono cresciuta con la consapevolezza che il valore di una persona non dipende dal suo abito, ma dal suo carattere.
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