Un tuffo nei primi anni ’50 attraverso una vecchia foto: il ricordo di Agostina, eccezionale cuoca e abile ricamatrice, e la tradizione del prezioso corredo nuziale cucito a mano.
Il racconto
Buon pomeriggio con una foto dei primi anni ’50, quando la mia mamma, appena sposata e con me piccolissima, non aveva ancora preso del tutto in mano le redini della cucina del castello… Quando c’erano pranzi con ospiti importanti, per prepararli veniva chiamata Agostina — la signora al centro della foto —, che abitava a Monastero, a pochi chilometri da Montalto.
Agostina era una donna dalle mani d’oro che, oltre ad essere una cuoca eccellente, era anche un’abilissima ricamatrice a cui si rivolgevano le donne della zona per preparare il corredo alle loro figlie, perché il corredo era la cosa alla quale più si teneva. A portare avanti questo compito era la madre della futura sposa, che cominciava ad acquistare il corredo fin da quando la figlia era bambina, per non trovarsi impreparata quando sarebbe venuto il momento del matrimonio.
E anche la mia mamma cominciò a prepararmi il corredo: comprava metri di cotone e anche di lino, che poi portava ad Agostina, la quale ne ricavava lenzuola per poi ricamarle con infinita pazienza e perizia. Ho ancora quelle lenzuola e mi piace metterle nel letto, anche se le federe sono troppo piccole per i cuscini moderni e anche se poi mi ci vuole una vita a stirarle!
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