che può causare reazioni allergiche e rischi per la salute.
Egitto
A causa del rapido aumento della produzione, l’Egitto si trova ad affrontare un grave problema di controllo qualità: il 20% dell’olio d’oliva venduto contiene additivi o solventi chimici dannosi per il fegato .
Italia
L’Italia, considerata il punto di riferimento per l’olio d’oliva, è tuttavia uno dei Paesi in cui le frodi sono più diffuse. Il 30% delle esportazioni italiane di olio d’oliva è costituito da prodotti contraffatti , spesso arricchiti con oli di qualità inferiore o con pericolosi grassi trans. Pertanto, scegliete prodotti con Denominazione di Origine Protetta (DOP).
Spagna
La Spagna, il maggior produttore mondiale di olio d’oliva, registra anche il tasso più elevato di frodi. Il 25% dell’olio d’oliva spagnolo – in particolare quello di qualità inferiore – risulta adulterato. Alcuni oli vengono tagliati con olio di soia o di palma, sostanze che possono contenere pesticidi tossici ecomportare rischi
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