Il suo sguardo percorse la stanza e si soffermò in fondo.
Nei pressi di Cara.
Abbassò leggermente il microfono e disse: “Qualcuno può zoomare la telecamera verso l’ultima fila? Verso quella donna laggiù?”
Lo schermo di proiezione si illuminò mostrando il volto di Carla.
Inizialmente ha sorriso. Pensava davvero che fosse una di quelle scene carine tra genitori.
Poi il preside disse, lentamente: “Ti conosco”.
Nella stanza calò il silenzio.
Carla fece una risata nervosa. “Scusa?”
Scese dal palco, tenendo ancora in mano il microfono, e si avvicinò.
«Tu sei Carla», disse lui.
Si raddrizzò. «Sì. E penso che questo sia inappropriato.»
Lo ignorò completamente.
Mi guardò. Poi guardò Noah, che era venuto con la mamma di Tessa e se ne stava in piedi vicino al muro. Infine, guardò di nuovo Carla.
«Conoscevo la loro madre», disse. «Molto bene.»
La mia pelle si è raffreddata.
Per continuare a leggere, clicca su ( SUCCESSIVA 》) qui sotto!