A tutti è capitato di trovarsi nel corridoio del supermercato, a sbirciare attraverso la finestrella di cartone di una confezione di uova, improvvisandosi critici gastronomici. Inclinando la scatola per catturare la luce, scrutavamo i gialli pallidi a confronto con gli ambrati intensi e vivaci. Siamo stati condizionati a credere che il colore sia una scorciatoia per la qualità: che un tuorlo arancione più intenso e brillante significhi per forza una gallina più sana, un pascolo più pulito e una colazione decisamente più nutriente.
È una narrazione avvincente, rafforzata dalle immagini di marketing che ritraggono fattorie baciate dal sole e galline felici che razzolano liberamente in prati verdi e rigogliosi. Ma la verità sul colore del tuorlo è molto più complessa, scientificamente affascinante e a volte ingannevole di quanto le campagne di marketing vogliano farci credere.
La scienza dell’ombra: cosa controlla realmente il colore del tuorlo?
Per capire perché i tuorlivariano
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