“Sta già urlando?”
Fu la prima frase che Thérèse sentì dietro quella porta di metallo.
Due voci tedesche.
Una rideva.
L’altra rispose con freddezza.
All’epoca Thérèse Duvallon aveva solo diciannove anni. Figlia di un fornaio in un piccolo villaggio delle Alpi francesi, credeva ancora che la guerra fosse qualcosa di lontano, qualcosa che apparteneva ai giornali e non alla sua vita.
Poi arrivò il marzo del 1943.
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