L’analisi
Per rendere il confronto comprensibile, immaginiamo un’auto elettrica con un consumo di 17 kWh/100 km.
Se l’energia utilizzata per la ricarica avesse un costo complessivo di 0,25 euro/kWh, la spesa teorica sarebbe:
17 × 0,25 = 4,25 euro ogni 100 km
Si tratta di un esempio di calcolo, non di una tariffa universale.
La situazione cambia quando si passa alla ricarica pubblica. Le tariffe applicate dagli operatori possono essere differenti rispetto a quelle di una fornitura domestica e possono dipendere dalla potenza della colonnina, dal tipo di contratto o dall’eventuale abbonamento.
Per questo motivo, confrontare semplicemente “elettrico contro benzina” senza specificare dove viene effettuata la ricarica può produrre risultati fuorvianti.
Quanto costano le ricariche
La ricarica domestica è generalmente la situazione più semplice da analizzare: l’energia viene prelevata attraverso il proprio contratto elettrico e il costo dipende dalla tariffa applicata.
Nel 2026 ARERA continua ad aggiornare le componenti tariffarie relative all’uso della rete e agli oneri del sistema elettrico. Per i clienti domestici, i valori non coincidono necessariamente con il solo prezzo della materia energia indicato nelle offerte commerciali.
Anche la ricarica pubblica segue una logica differente.
Una colonnina ad alta potenza può permettere di recuperare molta energia in tempi ridotti, ma il servizio può avere un prezzo per kWh più elevato rispetto alla ricarica lenta effettuata nel garage di casa.
È qui che emerge una delle peculiarità dell’auto elettrica: la convenienza non dipende soltanto dall’alimentazione, ma anche dal luogo e dal momento in cui si ricarica.
Per continuare a leggere, clicca su ( SUCCESSIVA 》) qui sotto!