Pubblicità

La mia mamma e i ricordi del pollaio a Montalto

Pubblicità

Pubblicità

Un dolcissimo ricordo degli anni ’50: la mamma — affettuosamente chiamata “la fattoressa” — e la sua tipica chiamata del mattino per nutrire gli animali del pollaio intorno al castello.

Il racconto

Buon pomeriggio… La mia mamma, la mia bellissima mamma.

Negli anni ’50, quando già la mamma lavorava in fattoria e per questo era chiamata “la fattoressa”, ne curava anche il pollaio. Ricordo che una delle prime cose che faceva al mattino era quella di aprirlo: da lì uscivano in fila il gallo, le galline, i polli e le pollastre, che poi fino a sera razzolavano fuori, lungo le siepi e nei campi intorno al castello, in cerca di insetti e semi.

Ma una volta al giorno li governava come si deve: metteva il mangime dentro il grembiule — o pannuccia, come si chiamava —, tenendolo rialzato con una mano, e con il suo “Co co co cò! Co co co cò!…. Co co co cò!” cominciava a richiamare l’attenzione degli animali, che si radunavano velocemente intorno a lei.

A quel punto affondava l’altra mano nella pannuccia e spandeva il becchime in modo che tutti potessero comodamente beccare.

Arrivava anche chi non era invitato, soprattutto i piccioni e qualche passerotto, e in pochi minuti tutto il becchime veniva spazzolato!

Per continuare a leggere, clicca su ( SUCCESSIVA 》) qui sotto!