E lo dimostra bene proprio lo studio danese. Il tumore della prostata, per esempio, è risultato del 19% meno frequente negli uomini con diabete nel periodo 2010-2022, che nella popolazione generale. Dunque non esiste un generico “rischio-cancro” del diabete: il rapporto cambia in funzione del tipo di tumore, del sesso e probabilmente dell’insieme dei fattori di rischio presenti.
Se hai il diabete fai ancora più attenzione agli screening oncologici
C’è anche un altro elemento che rende questa fotografia particolarmente importante. Il cancro sta diventando una causa di morte sempre più rilevante nelle persone con diabete di tipo 2; Ma mentre è stata molto attenzione alla prevenzione cardiovascolare e renale, con un chiaro miglioramento degli esiti di molte complicanze associate alla malattia, la stessa cosa non è avvenuta per i tumori. Ecco perché gli autori dello studio chiedono di integrare sempre più la prevenzione oncologica nella normale presa in carico del paziente diabetico.
Che non significa inventare nuovi screening oncologici da riservare alla popolazione con diabete, ma far sì che queste persone aderiscano con attenzione agli screening già raccomandati per età e sesso, controllare il peso, fare attività fisica, non fumare, limitare (o meglio evitare) il consumo di alcol e intervenire sui principali fattori di rischio modificabili. Gli Standards of Care dell’American Diabetes Association (ADA) devono infatti la valutazione dei fattori di rischio e gli screening oncologici parte della gestione complessiva della persona con diabete.
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