Annuii.
“Mio marito dice che questo bambino non è suo.”
La dottoressa non sembrò sorpresa.
Non mi giudicò nemmeno.
Mi chiese semplicemente di sdraiarmi.
Il gel freddo mi toccò la pancia, facendomi rabbrividire leggermente.
Lo schermo si illuminò.
Trattenni il respiro.
All’inizio, c’era solo un’ombra sfocata.
Poi apparve un puntino minuscolo.
Poi quel suono riempì la stanza.
Un battito cardiaco.
Forte.
Rapido.
Vivo.
Mi coprii la bocca con la mano e le lacrime mi rigarono subito il viso.
“Ciao, amore mio”, sussurrai.
La dottoressa Salinas sorrise debolmente.
Ma quel sorriso svanì in fretta.
Spostò la sonda in un’altra direzione.
Aggrottò leggermente le sopracciglia.
Ingrandì l’immagine sullo schermo.
Poi controllò di nuovo la data del mio ultimo ciclo.
Dopodiché, guardò ancora una volta la mia cartella clinica.
“Signora Laura…” La sua voce si fece più lenta. “Quando ha detto esattamente che suo marito si è sottoposto a vasectomia?”
Un brivido gelido mi percorse la schiena.
“Due mesi fa.”
La dottoressa non rispose subito.
Avvicinò lo schermo.
Il battito cardiaco era ancora regolare.
Ma c’era qualcos’altro sullo schermo.
Qualcosa che fece sì che la dottoressa immobilizzasse completamente la sonda, assumendo un’espressione serissima.
“Cosa c’è che non va?” Cercai di mettermi seduta, con il cuore che mi batteva forte. “Il mio bambino sta bene?”
La dottoressa abbassò la voce.
“Il bambino sta bene. Ma ho bisogno che mi ascolti con calma.”
In quello stesso istante, la porta della sala visite si spalancò improvvisamente.
Diego entrò senza permesso.
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