Pubblicità

PARTE 1 – La notte che cambiò la mia vita

Pubblicità

Pubblicità

PARTE 6 – Il volto dietro la maschera
Nella sala operativa nessuno osava parlare.

Sul grande schermo compariva il volto di quell’uomo nascosto dietro una maschera nera.

La sua voce era sorprendentemente calma.

«Buonasera, Colonnello Brooks.»

Sentii un brivido attraversarmi la schiena.

L’agente Collins fece un passo avanti.

«Chi sei?»

L’uomo sorrise.

«La domanda giusta non è chi sono…»

Fece una breve pausa.

«…ma quanto sapete davvero di me.»

Gli esperti informatici cercavano disperatamente di interrompere la trasmissione.

Ogni tentativo falliva.

Sembrava che quell’uomo controllasse ogni sistema dell’edificio.

«Bloccatelo!»

gridò Collins.

Uno degli analisti scosse la testa.

«Sta usando una rete distribuita. Ogni volta che troviamo un accesso, ne apre altri dieci.»

L’uomo sembrava divertirsi.

«State perdendo tempo.»

Poi il suo sguardo si posò direttamente su di me.

«Colonnello… lei è diversa dagli altri.»

«Perché?»

«Perché non ha mai smesso di combattere.»

Rimasi in silenzio.

Lui continuò.

«Margaret e Daniel hanno fallito.»

«Ma non erano loro il vero problema.»

La sala rimase immobile.

«Che cosa vuoi da me?»

domandai.

L’uomo inclinò leggermente la testa.

«Nulla.»

Sorrise.

«Voglio solo offrirle una possibilità.»

«Quale?»

«Lasci perdere tutto.»

Nessuno parlò.

Perfino Collins rimase sorpreso.

«Le prometto una nuova vita.»

continuò.

«Soldi.»

«Protezione.»

«Una nuova identità.»

«Nessun processo.»

«Nessun pericolo.»

Feci un passo avanti.

«E in cambio?»

«Dimentichi ciò che ha scoperto.»

La risposta arrivò senza esitazione.

«Mai.»

L’uomo rise.

Una risata lenta.

Quasi elegante.

«Sapevo che avrebbe risposto così.»

Poi il suo tono cambiò.

«Per questo motivo ho preparato un piano alternativo.»

Lo schermo diventò nero.

Per alcuni secondi non accadde nulla.

Poi comparvero alcune immagini.

La mia casa.

L’ufficio del comando.

L’auto dell’agente Collins.

Perfino il parcheggio dell’FBI.

Qualcuno ci stava osservando.

In tempo reale.

«È impossibile…»

sussurrò uno degli analisti.

Victor Kane parlò di nuovo.

«Guardate meglio.»

L’immagine si spostò lentamente.

Comparve un uomo seduto dentro un furgone bianco.

Indossava cuffie.

Davanti a lui c’erano monitor, antenne e computer.

Poi il video si interruppe.

L’allarme dell’edificio iniziò a suonare.

Una guardia entrò correndo.

«Abbiamo un problema!»

«Che succede?»

«Abbiamo trovato un furgone nel parcheggio.»

Collins impallidì.

«Quello del video?»

«Sì.»

Tutti corsero verso l’uscita.

Il furgone era ancora lì.

Le portiere erano aperte.

All’interno c’erano computer accesi.

Monitor.

Trasmettitori.

Ma non c’era nessuno.

Victor Kane era già sparito.

Sul sedile del conducente era rimasta soltanto una piccola scatola nera.

Gli artificieri arrivarono immediatamente.

Dopo un rapido controllo dissero:

«Non è una bomba.»

Collins aprì lentamente la scatola.

Dentro c’era un registratore vocale.

Premette il pulsante.

La voce di Victor riempì il parcheggio.

«Complimenti.»

«Siete arrivati fin qui.»

«Ma continuate a inseguire l’uomo sbagliato.»

L’audio proseguì.

«Margaret era una pedina.»

«Daniel era una pedina.»

«Perfino io… sono soltanto una parte della verità.»

Sentii il cuore accelerare.

«Che cosa significa?»

sussurrò Collins.

La registrazione continuò.

«Se volete davvero capire tutto…»

«Cercate il Progetto Atlas.»

L’audio terminò con un rumore metallico.

Poi silenzio.

Collins guardò gli altri agenti.

«Qualcuno ha mai sentito questo nome?»

Nessuno rispose.

Uno degli analisti iniziò subito a cercare nei database federali.

Dopo pochi minuti alzò lo sguardo.

«Non esiste alcun Progetto Atlas.»

«Ne è sicuro?»

«Sì.»

«Nessun documento.»

«Nessun archivio.»

«Nessuna traccia.»

Era come se non fosse mai esistito.

In quel momento arrivò una telefonata urgente.

L’agente Collins rispose.

Il suo volto cambiò immediatamente.

«Quando?»

Fece una pausa.

«State arrivando?»

Chiuse lentamente il telefono.

Mi guardò.

«Colonnello…»

«Abbiamo appena ricevuto una notizia.»

«Margaret Collins è scomparsa.»

Sentii il sangue gelarsi.

«Com’è possibile?»

«Il convoglio che la stava trasferendo è stato assalito.»

«Due agenti sono rimasti feriti.»

«Margaret è sparita nel nulla.»

Prima che qualcuno potesse parlare, tutti i telefoni presenti nella sala vibrarono nello stesso istante.

Un unico messaggio.

Stesso mittente sconosciuto.

“Il gioco è appena iniziato.”

Sotto il messaggio comparivano le coordinate GPS di un luogo abbandonato tra le montagne.

E una sola frase.

“Se volete la verità… venite da soli.”

Continua alla pagina successiva:

Per continuare a leggere, clicca su ( SUCCESSIVA 》) qui sotto!

Pubblicità

Pubblicità