Qual è la quantità più giusta di fichi da consumare quotidianamente per evitare fastidi intestinali e mantenere stabili i livelli di glicemia nel sangue? Lo abbiamo chiesto a Simone Gabrielli, biologo e nutrizionista.
Dolci, succosi e carnosi, i fichi sono una prelibatezza dell’orto stagionale a cui è difficile resistere: uno tira letteralmente l’altro e, a volte, fermarsi sembra un’impresa. Ma quanti fichi possiamo mangiare senza rischiare fastidi intestinali? E sono davvero così ricchi di zuccheri da doverli limitare per evitare l’aumento della glicemia? Lo abbiamo chiesto al dottor Simone Gabrielli, biologo e nutrizionista, per fare chiarezza.
Fichi: qual è la quantità consigliata?
Ricchi di nutrienti e benefici, i fichi sono un frutto come tanti altri e possono rientrare tranquillamente in un’alimentazione equilibrata. “La porzione standard di frutta è di circa 150 grammi, quindi parliamo di 2-3 fichi medi”, spiega Gabrielli.
Nell’arco della giornata le porzioni di frutta possono essere circa due o tre, cercando di variare tra le diverse tipologie per assicurarsi di introdurre una maggiore varietà di micronutrienti e antiossidanti.
Ma è vero che i fichi sono ricchi di zuccheri e dunque da limitare se si sta seguendo un regime ipocalorico? Sì e no. “Rispetto ad altri frutti, i fichi hanno un contenuto di zuccheri un po’ più alto – prosegue il nostro esperto – ma restano comunque poco calorici: 100 grammi forniscono circa 50-60 calorie”.
Inoltre, sono una buona fonte di fibre, soprattutto se consumati con la buccia, e apportano minerali come potassio e calcio, vitamine del gruppo B e sostanze antiossidanti.
La quantità è importante, ma anche il modo in cui si mangiano può fare la differenza: scopri quali abbinamenti possono rendere lo spuntino più saziante ed equilibrato.
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