vino.
All’epoca non si sapeva che tale fermentazione acetica fosse opera di un batterio, l’ *Acetobacter suboxydans*. Si tratta di un microrganismo molto socievole, che si sviluppa rapidissimamente associandosi ai suoi simili per formare un biofilm. Solo di recente si è scoperto che anche altri batteri affini possiedono questa capacità acetificante.
Il prodotto finale si caratterizza per un concentrato di oligoelementi, ma soprattutto per la sua concentrazione di acidi: principalmente acido acetico (dal 5 all’8%), oltre ad acidi tartarico e citrico in quantità variabili.
L’acido acetico rende l’aceto un efficace detergente domestico, ma è anche, sostanzialmente, il componente che gli conferisce proprietà battericide e terapeutiche.
Perché proprio di mele?
Dato che è l’acido acetico a determinare le virtù dissetanti, disinfettanti e curative dell’aceto, si potrebbe pensare che la sua origine conti poco. Eppure, è l’aceto di mele a essere generalmente impiegato come rimedio. Perché?
Come altri tipi di aceto, quello
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