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Auto elettrica, quanto si risparmia con la ricarica? Il confronto con diesel e benzina

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Immaginiamo nuovamente un’auto elettrica da 17 kWh/100 km.

Con un costo ipotetico di 0,25 euro/kWh, spenderebbe circa 4,25 euro ogni 100 km.

Se la stessa vettura fosse confrontata con un’auto a benzina da 6 l/100 km, utilizzando il prezzo autostradale sopra riportato come semplice riferimento, il costo teorico sarebbe circa 13,42 euro ogni 100 km.

La differenza sarebbe quindi di circa 9,17 euro ogni 100 km.

Su 10.000 km annui, nell’ipotesi puramente matematica appena descritta, la differenza arriverebbe a circa 917 euro.

Ma attenzione: il risultato cambierebbe immediatamente se la ricarica elettrica avvenisse sempre presso colonnine pubbliche più costose, oppure se l’auto elettrica avesse consumi superiori.

Ecco perché parlare di “risparmio garantito” sarebbe improprio.

Il consiglio per chi ricarica

Chi possiede già un’auto elettrica dovrebbe innanzitutto capire quanto paga realmente ogni kWh.

Il dato più utile non è soltanto quello pubblicizzato nell’offerta commerciale, ma il costo effettivo sostenuto sulla propria bolletta.

Inoltre, conviene programmare la ricarica in base alle proprie esigenze quotidiane. Se l’auto viene utilizzata prevalentemente per brevi tragitti, una ricarica domestica lenta durante le ore in cui la vettura rimane parcheggiata può risultare più che sufficiente.

La ricarica rapida dovrebbe essere considerata soprattutto come uno strumento per i viaggi e per le situazioni in cui il tempo assume un valore maggiore.

Per chi sta valutando l’installazione di una wallbox, nel 2026 esiste inoltre il Bonus Colonnine domestiche: il MIMIT indica un contributo pari all’80% delle spese ammissibili, fino a 1.500 euro per le persone fisiche e fino a 8.000 euro per interventi sulle parti comuni condominiali.

Lo sportello 2026 è stato aperto il 22 settembre 2026 alle ore 12:00, secondo quanto comunicato dal Ministero.

In questo caso è fondamentale verificare requisiti, documentazione e termini direttamente nelle disposizioni ufficiali, perché gli incentivi possono essere soggetti a condizioni e disponibilità di risorse.

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