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Gli inverni di una volta: Il gelo, lo scaldaletto e il calore della cucina

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n tuffo nei ricordi d’infanzia degli inverni gelidi a Montalto: tra spifferi, camere non riscaldate, cugini fiorentini sorpresi dal freddo e il magico rifugio sotto le coperte con lo scaldaletto.

Il racconto
In questi giorni ripenso a quegli inverni gelidi della mia infanzia, quando la tramontana tirava forte e gli spifferi penetravano in casa dalle porte e dalle finestre…

L’unica stanza con un po’ di calore era la cucina, riscaldata a volte dal camino, a volte dalla stufa; le camere e il bagno erano una ghiacciaia! Un anno, per le vacanze di Natale, vennero a trascorrere qualche giorno da noi gli zii di Firenze con i miei cugini, e la mamma preparò per loro una camera del castello — chiuso dalla fine dell’estate — cercando di scaldarla accendendo la stufa che era nell’anticamera.

Il mattino dopo, Paolo, il più piccolo dei miei cugini, nato e cresciuto in una casa con tanto di termosifoni, esclamò: “Stanotte mi faceva un freddo che mi si sono ghiacciati tutti i capelli!”

Di quegli inverni il momento peggiore era quello di andare a letto: mi infilavo sotto le lenzuola insieme allo scaldaletto ancora vestita, mi spogliavo velocemente e, altrettanto in fretta, infilavo la camicia da notte, cercando di non far entrare troppa aria sotto le coperte. E solo dopo un po’ che ero pronta, arrivava la mamma a sfilare lo scaldaletto…

E nel calore di quel letto mi sentivo protetta come in un abbraccio, anche se la stanza era gelida e fuori imperversavano vento e pioggia!

Chi non l’ha mai provato, non sa cosa si è perso!!!

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